Quanto ci metto 2: il metodo proposto da Luoghi 2.0

Dei tempi di percorrenza di una escursione estiva avevamo già parlato qui in modo generale. Vi siete mai chiesti però come vengano stimati i tempi dei segnali in montagna? Nell’ambito delle nuove iniziative del CAI, sta prendendo piede un catasto elettronico dei sentieri chiamato Luoghi 2.0, e il metodo proposto per l’indicazione dei tempi sui cartelli prende spunto da un metodo svizzero. Funziona? Noi abbiamo testato per voi il metodo con rigore.

Il metodo

Il metodo si basa su una formula di chiara provenienza sperimentale che si basa sulla distanza e sul dislivello percorso in ogni tratto in cui è possibile suddividere il percorso:

tempi_escursioni

Per fortuna l’istituto svizzero ha preparato un abaco per un calcolo più agevole, sotto e sopra trovate la distanza percorsa e sull’asse verticale il dislivello in salita o discesa:

diagramma-tempi

Il test

Per il nostro test abbiamo preso il tracciato dei tempi da una tipica escursione con molte variazioni di quota , il giro del Paterno, descritto qualche tempo fa. Dal tracciato abbiamo eliminato le pause fatte ovviamente, perché il metodo non ne tiene conto.

L’andamento altimetrico del percorso è il seguente:

altimetria_paterno

La prima simulazione fatta è stata quella di comparare il tracciato dei tempi reali registrati nella nostra escursione e quelli invece simulati utilizzando la formulaccia sopra riportata:comparativa-dei-tempi

Si vede bene che fino ai 10 Km i tempi coincidono perfettamente, e questo per me è sorprendente. Quando abbiamo cominciato ad essere più stanchi, e quindi a rallentare, le due tracce si separano e si arriva a fine escursione con un divario tra tempi simulati (297 minuti) e reali(347 minuti) di circa 50 minuti. Il metodo sottostima i tempi per percorrenze medio lunghe.

La simulazione sul campo

Un’altra simulazione è stata provare ad applicare il metodo in una situazione più realistica, pensando di essere nella situazione (ideale) di pianificare l’escursione a casa: usando lo schizzo di rotta e il solo abaco grafico. Abbiamo scelto 8 punti significativi per l’escursione (punti A-H) e abbiamo applicato il metodo con l’abaco:

altimetria_paterno_semplificata

tempi_con_abaco

Cosa abbiamo ottenuto? Che operando come si farebbe nella normalità avremmo ottenuto 245 minuti simulati contro 347 reali..102 minuti di differenza fra la stima e il reale.

Conclusioni

Il metodo appare buono, soprattutto l’utilizzo della formula applicata punto per punto su un tracciato già registrato. Come metodo previsionale invece, applicando il solo grafico, sbaglia di quasi 2 ore che non è molto, ma non è neanche l’ideale.

Pro

  • Scientifico
  • Affidabile in caso di buon allenamento
  • Relativamente facile da applicare (con il grafico)
  • Ottimo per l’applicazione sulle tabelle escursionistiche (per cui è nato)

Contro

  • Non tiene conto del fisiologico rallentamento durante la durata dell’escursione
  •  Poco controllabile a priori, prima dell’escursione vera
  • Non ideale per la pianificazione
  • Sbaglia di molto
Giorgio M.

Ingegnere, amante della natura e suo frequentatore, da sempre, in molte declinazioni, membro del Club Alpino Italiano, preferisce la montagna ma è curioso di conoscere e scoprire altri ambienti. Ama le altezze, i boschi, i luoghi selvaggi e solitari e gli piacciono i viaggi alla scoperta di cose nuove. Senza la pretesa di essere un esperto, ha aperto questo sito per consigliare e invogliare i più pigri verso le rughe più belle e più nascoste della terra, spesso a due passi da casa. Dettagli attività.

7 commenti su “Quanto ci metto 2: il metodo proposto da Luoghi 2.0”

  1. Ciao,
    trovo molto interessante l’argomento e l’utilizzo del diagramma.
    Non riesco tuttavia ad applicare la formula riportata.
    È corretta? Corrisponde al diagramma?

  2. Ciao Salvatore,

    In teoria la formula e l abaco dovrebbero avere la stessa base matematica. Ammetto di non aver controllato la coerenza tra i due, domani proverò qualche punto di controllo. Se posso vorrei provare ad aiutarti, che difficoltà hai? Spiegamela così proviamo a venirne fuori insieme.

  3. Eccoci qui Salvatore,
    ho fatto un piccolo test e mi sono accorto di aver erroneamente invertito Dislivello e Distanza nella legenda.
    Quindi D=Dislivello M=Distanza.
    Ora, usando questi e le formule riportate, ho eseguito il test in cui percorro M=1000 m e con dislivello D=+100 m, ottenendo 17.14 minuti di percorrenza che coincide sostanzialmente con l’abaco (che indica infatti poco sotto i 20 min).

    Ciao! Fammi sapere come va la tua escursione!

  4. Ciao Giorgio,
    grazie per la risposta e scusami per il ritardo con cui ti rispondo.

    Premetto che trovo l’abaco funzionale, anche se non comodissimo da leggere, motivo per cui avrei intenzione di utilizzare la formula in un foglio excel per fare il calcolo automaticamente.

    Ho riprovato ad effettuare dei calcoli e confermo che c’è qualche errore.
    L’esempio che hai riportato tu (M=1000, D=100) sembra trovarsi per puro caso.
    Se provi con distanze maggiori noterai l’incongruenza. Per esempio considerando M=4000 e D=260 l’abaco riporta esattamente 70 minuti, mentre la formula circa 61..

    La formula è presa dal manuale del CAI, quindi temo ci sia stato qualche problema a monte.

  5. Ciao Salvatore,
    non posso che confermare quello che dici, fra l’altro la formula dovrebbe essere derivata dalla letteratura svizzera (Guide alpine).
    Potrebbe essere interessante ricreare l’abaco con le formule e fare un confronto.
    Se ho un pizzico di tempo lo faccio, diventa stimolante!
    Aggiornaci su come procede! E naturalmente mandaci le tue prove (e un po’di foto per farci sognare di spazi aperti)!
    Ciao
    Giorgio

  6. Ciao Giorgio,
    al meglio delle mie conoscenze, la fonte da cui è presa la formula si trova in un foglio excel scaricabile alla seguente pagina:

    https://www.sentierisvizzeri.ch/it/escursionismo/preparativi/carte-e-strumenti-utili

    in cui c’è un formulone (polinomio addirittura di ordine 15) con coefficienti simili, anche se non perfettamente uguali.

    In ogni caso per tagliare la testa al toro ti ho già anticipato ricreando l’abaco numericamente con una formula di interpolazione.
    Ho applicato la nuova formula a qualche mia escursione e sono molto soddisfatto dei risultati.
    Se ti interessa posso inviarti i dati tramite email (non mi sembra il caso di lasciarli qui nascosti tra i commenti).

    Certamente mi farebbe piacere condividere le mie prove e qualche foto. Devo ammettere però di non essere molto familiare con il sito (ci sono arrivato proprio cercando l’abaco svizzero!), e non saprei come fare.
    Magari c’è un gruppo facebook collegato? Fammi sapere!

    A presto,
    Salvatore

  7. Ciao Salvatore, come avrei capito il nostro sito /blog amatoriale è in fase embrionale e ben venga il tuo supporto! Abbiamo una pagina Facebook da cui raggiungere me e un’altra 50ina di persone! Grazie!

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