CAI E2: Ferrata Tridentina e Cima Pisciadù

Quando dal fondo valle da bambino vedevo il ponte della Tridentina, mi sembrava una meta inarrivabile. Grazie agli istruttori e ai compagni di corso CAI, invece, inaspettatamente, ci sono riuscito anche io! Non badate alle foto, sembro sciolto, ma in realtà sul ponte ero “rigidino”! Una due giorni molto intensa, con salita al rifugio Cavazza al Pisciadù per la ferrata Tridentina, ascensione alla cima Pisciadù (bravi a quelli che ci sono arrivati!) e discesa per la Val de Mesdì.

La ferrata direi che è di media difficoltà, a complicarla sono soprattutto la lunghezza e il carico dello zaino. Il secondo giorno non me la sono sentita di salire fino alla cima, peccato, era un quasi 3000. L’affaccio sull’altipiano del Sella (circa 2960 m), è stato comunque appagante. Continuo a pensare che questo altipiano, l’oceano di roccia candida, sia una delle visioni più mistiche che si possono avere sulle Dolomiti. La discesa per la Val de Mezdì devo dire la verità: è eterna, ripida e sembra non finire mai!

Per una due giorni così, fondamentale calibrare il peso dello zaino, tra attrezzatura e tutto si arriva facilmente attorno ai 10 Kg.

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Distanza totale: 11.77 km
Totale salita: 1345 m
Totale discesa: -1451 m
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Giorgio M.

Ingegnere, amante della natura e suo frequentatore, da sempre, in molte declinazioni, membro del Club Alpino Italiano, preferisce la montagna ma è curioso di conoscere e scoprire altri ambienti. Ama le altezze, i boschi, i luoghi selvaggi e solitari e gli piacciono i viaggi alla scoperta di cose nuove. Senza la pretesa di essere un esperto, ha aperto questo sito per consigliare e invogliare i più pigri verso le rughe più belle e più nascoste della terra, spesso a due passi da casa. Dettagli attività.

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