Giro del Putia: la montagna dolce dove non te la aspetti

La mattinata inizia all’ombra del massiccio del Putia (Peiterkofel) e fa quasi freddo sotto questo imponente massiccio che staglia la sua ombra sulle malghe che si trovano al Passo delle Erbe. Ma è bellissima. Decidiamo di percorrere il giro in senso antiorario, per non trovarci il ghiaione iniziale in discesa a gambe stanche. La salita iniziale, per fortuna, scoraggia i più inesperti.

Nel mattino freddo salutiamo molte persone con parecchia “gamba” che ci superano e ci fanno capire di non essere dei principianti. Si sale. Poi, dopo, si sale ancora. Ci si infila in quella valle stretta sulla destra con qualche lembo di neve in cima, giusto per bagnare gli scarponi. E poi si arriva in forcella.

Qui tutto cambia, il paesaggio in falsopiano del lato nascosto dietro al Putia, è una tranquilla passeggiata su prati di alpeggio con alcuni saliscendi per nulla difficili. Una bolla di tranquillità dopo la durezza della roccia.

Dopo alcune ore e una lunga pausa pranzo sdraiati su questi magnifici prati, arriviamo alla seconda forcella di Goma. Qui incontriamo, vista anche l’ora pomeridiana più consona agli umani normali, parecchia gente affaticata e male attrezzata che chiede, salendo, “quanto manca al rifugio?”. Peccato che non ci sia un rifugio nei paraggi.

Scendiamo seguendo il lato a strapiombo del Putia, tra mughi, prati e enormi massi.

La giornata sta finendo, ma è stata veramente un esperienza.

Consigliato a chi non si fa scoraggiare dalle salite e sa come allacciarsi gli scarponi.

 

Distanza totale: 13.8 km
Totale salita: 822 m
Totale discesa: -763 m
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