Tutti gli articoli di Giorgio M.

Ingegnere, amante della natura e suo frequentatore, da sempre, in molte declinazioni, membro del Club Alpino Italiano, preferisce la montagna ma è curioso di conoscere e scoprire altri ambienti. Ama le altezze, i boschi, i luoghi selvaggi e solitari e gli piacciono i viaggi alla scoperta di cose nuove. Senza la pretesa di essere un esperto, ha aperto questo sito per consigliare e invogliare i più pigri verso le rughe più belle e più nascoste della terra, spesso a due passi da casa. Dettagli attività.

Buone vacanze: stiamo camminando per voi!

e un po’anche per noi!

Giorgio M.
Ingegnere, amante della natura e suo frequentatore, da sempre, in molte declinazioni, membro del Club Alpino Italiano, preferisce la montagna ma è curioso di conoscere e scoprire altri ambienti. Ama le altezze, i boschi, i luoghi selvaggi e solitari e gli piacciono i viaggi alla scoperta di cose nuove. Senza la pretesa di essere un esperto, ha aperto questo sito per consigliare e invogliare i più pigri verso le rughe più belle e più nascoste della terra, spesso a due passi da casa. Dettagli attività.

nellanatura.it finisce su Wikipedia!

Wikipedia logo
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Da un po ricevevamo visite da Wikipedia…poi abbiamo scoperto questo:

https://it.wikipedia.org/wiki/Torre_di_Toblin

Nei link in calce qualcuno ha inserito l’articolo di nellanatura.it, e noi siamo ben contenti di aiutare il progetto Wikipedia!

Giorgio M.
Ingegnere, amante della natura e suo frequentatore, da sempre, in molte declinazioni, membro del Club Alpino Italiano, preferisce la montagna ma è curioso di conoscere e scoprire altri ambienti. Ama le altezze, i boschi, i luoghi selvaggi e solitari e gli piacciono i viaggi alla scoperta di cose nuove. Senza la pretesa di essere un esperto, ha aperto questo sito per consigliare e invogliare i più pigri verso le rughe più belle e più nascoste della terra, spesso a due passi da casa. Dettagli attività.

Val Malene e il Rifugio Cima d’Asta

Mesi di sedentarietà e senza le nostre montagne. E poi il meteo dà  uno sprazzo di sole irrinunciabile.

Così nel sole degli inizi di giugno ci avviamo lungo la Val Malene, con l’idea di arrivare al rifugio Cima d’Asta. La giornata è ottima, un sole caldo, tutta la prima parte scivola via attraverso il bosco molto tranquillamente, guadagnando quota, fino a sbucare a quota 2000, dove il bosco cede il passo alla vegetazione bassa. La Val Malene è bella, ha tantissima acqua in questo momento del disgelo, ha nevicato due settimane fa! L’acqua del fiume e dei ruscelli ci accompagna per un bel po’.

Con i compagni di parecchie camminate si scherza un pochino, facciamo pure il collaudo di un ponte!

La verità è che sono un po’nervoso, è tanto che non vado in montagna, è tanto che non viene in montagna con me Giorgia, non so le sue reazioni.

Si sale su pendii molto erbosi, ancora indietro sulle fioriture,e alla fine si arriva al granito.
Le rocce e le montagne intorno a noi disegnano contorni frastagliati decisamente improbabili secondo la gravità. Non posso ripetere gli epiteti “priapeschi” che gli abbiamo dato!
Sulla parte di granito si seguono bolli rossi, e si cammina in piena aderenza di scarpone (we love Vibram), sfruttando le pieghe di una roccia testarda che comunque non si piega facilmente al gelo e a millenni di erosione. Qualche passaggio di arrampicata di I grado, giusto qualche passo aiutandosi con le mani. Giorgia comincia a soffrire troppo, si lamenta già da un po’, ma faccio finta di non sentire, conoscendo bene che la sua soglia di sopportazione parte abbondantemente prima dei segnali di pericolo veri. Saliamo, sempre più lenti e sempre più sfruttando le screpolature della pelle di granito di questa montagna verametne grigia e che mi incute un discreto nervosismo, anche se mi da l’impressione della solidità. Cerco di tracciare una microtraccia meno diretta, ma più confortevole, per Giorgia.

Ancora qualche passo e siamo arrivati quas…e Giorgia mi esplode!
Niente, vuole sedersi, fermarsi..insomma non ne ha più secondo lei. Cerco di farla ragionare, non è un buon punto, niente..divento molto duro e la tiro su di peso. Ribadisco, non è un buon punto. Tira e molla, discutendo, arrabbiandomi, e fingendo di abbandonarla alla fine riesco a farla arrivare a un punto di sosta buono sotto l’ultimo pendio di arrivo al Rifugio, sul limite di inizio della neve, a un soffio dalla destinazione finale. Troviamo riparo dal vento dietro a due massi, valuto la situazione parlando con Giorgia e vedendo se si riprende un po’. Manca veramente poco, la mia voglia di salire è fortissima.

“Tu sali pure, io ti aspetto qui. Non ti preoccupare.”

E qui Giorgia recupera il raziocinio e mi sta dando la libertà. Sta anche bussando con forza sul mio istinto.

Alla fine mi rendo conto che devo cedere e mollare. Regola fondamentale: non si abbandona mai una persona in difficoltà. Soprattutto se fuori portata di cellulare, di vista e di udito.

Mi brucia da morire, ma evidentemente non è il giorno giusto.

Sta anche cambiando pesantemente il tempo. Il cellulare non prende, devo a questo punto avvisare Binels e Zamba che ci precedono, che non arriviamo fino a sopra. Rimaniamo fermi, mi metto in vista e scruto il crinale sperando che qualcuno non vedendoci arrivare butti un occhio verso il basso.

Niente.

Passa un po’, ma alla fine vedo la testa e l’occhiale di Zamba spuntare da sopra

“VENITE GIUUUU NOIIII STIAM QUIIII”.

Un pollice verso l’alto mi fa capire che l’informazione è arrivata.

Passa qualche minuto e allegramente li vedo trotterellare giù per la neve, mi raccontano del lago ghiacciato sopra (le foto sono le loro) e della neve fuori dal rifugio.

Riprendiamo il rientro e decidiamo di scender da un lato diverso rispetto a quello di salita, viste le pendenze.

Giorgia un po’ride e un po’no, è convinta sempre di fare figure di m***a, la verità è che ha già macinato 1000 m di dislivello in salita fino a 2400 m di quota, che è un signor risultato.

Più scendiamo e più Giorgia recupera velocità e un passo decisamente veloce.

La montagna ancora una volta si rivela un ambiente estremamente onesto: è un ambiente che volente o nolente ti da il modo di confrontarti con te stesso dal punto di vista psicologico, non basta il fisico.

Scendendo ci scattano una delle foto per me più emblematiche insieme degli ultimi tempi:

Qui siamo in discesa sul “Troso dei Aseni”, uniti nella difficoltà, anche sotto il maltempo che, come si vede, comincia a fare veramente paura.

Questo articolo è soprattutto per te Giorgia, che in qualche modo mi accompagni lungo le salite di questa vita ormai da un po’ e che sei, fuori dal tuo aspetto fragile, decisamente forte. Cercherò di essere sempre a distanza di qualche passo per darti una mano ad arrivare più in alto.

 

Distanza totale: 12.28 km
Totale salita: 1110 m
Totale discesa: -1129 m
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Giorgio M.
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Rete Radio Montana

Qualche anno fa giravo in montagna e collina spesso da solo e ancora più spesso in zone non coperte da rete telefonica. Era un aspetto che tutto sommato incrementava il fascino dell’escursione.

Logo Rete Radio Montana

Ad un certo punto, fortunatamente, ho cominciato a pormi il dubbio della sicurezza in queste condizioni e mi sono imbattuto nel progetto della Rete Radio Montana. Un progetto che cerca di colmare il grande vuoto normativo delle frequenze di emergenza radio in condizioni “terrestri”, che attualmente non sono previste, a differenza di quelle in mare, dove sono addirittura obbligatorie.

Cos’è

La Rete Radio Montana è un progetto nazionale che mira ad incrementare la sicurezza in montagna per mezzo delle comunicazioni radio. Attualmente il sistema si fonda sull’utilizzo di una frequenza radio di libero uso in banda PMR-446 (UHF), (previo pagamento annuale di concessione di 12 EUR) unificata a livello nazionale, impiegata per l’interscambio di informazioni di sicurezza tra più persone durante le attivà outdoor. La potenzialità della rete è direttamente proporzionale al numero di utenti attivi contemporaneamente in un’area geograficamente ristretta. Come descritto dettagliatamente nel loro sito, la RRM non è un’alternativa alle classiche modalità di allertamento degli organi preposti al soccorso in montagna, bensì è un “di più” per la prevenzione degli incidenti in montagna o in zone boschive, ed eventualmente potrebbe mostrarsi un supporto utile in caso di emergenza nelle fasi di ricerca e successivo soccorso, per avere un collegamento diretto tra l’infortunato e i soccorritori precedentemente allertati.

Va detto che il progetto ha una finalità ottima, ma per il tipo di soluzione tecnologica adottata, è subordinato alla presenza quanto più capillare sul territorio degli utenti con la radio accesa. Questo forse è l’unico vero neo del sistema.

Alcune domande secche

Con l’intento, da ex utilizzatore, di dare visibilità al progetto, Nellanatura.it ha fatto due domande ai creatori e responsabili del progetto per capire cos’è, come può essere utile e come invece no. Gentilissimi, ci hanno già risposto, che ci manderanno le loro riposte, e noi le aspettiamo volentieri. Nel frattempo conoscetelo meglio: http://www.reteradiomontana.it/

Giorgio M.
Ingegnere, amante della natura e suo frequentatore, da sempre, in molte declinazioni, membro del Club Alpino Italiano, preferisce la montagna ma è curioso di conoscere e scoprire altri ambienti. Ama le altezze, i boschi, i luoghi selvaggi e solitari e gli piacciono i viaggi alla scoperta di cose nuove. Senza la pretesa di essere un esperto, ha aperto questo sito per consigliare e invogliare i più pigri verso le rughe più belle e più nascoste della terra, spesso a due passi da casa. Dettagli attività.

Il cappello alpino e la sua storia

Un omaggio agli alpini!

Il Cappello Alpino e la sua storia

http://www.anamairano.it/index.php/alpini-mairano-notizie/14-alpini-mairano-il-cappello-alpino-e-la-sua-storia

Giorgio M.
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Una breve fuga sul Grappa: le Meatte e il sentiero naturalistico

Il sentiero delle Meatte corre lungo le scoscese pareti del Monte Grappa affacciandosi verso la pianura. Peccato che il tempo non era proprio un granchè…al punto che verso la fine abbiamo fatto una digressione volante fuori sentiero!  E l’abbiamo finita a Rif. Bassano davanti alla polenta! Durante il percorso, credo all’incrocio con il sentiero naturalistico del Grappa, l’incontro abbastanza ravvicinato Continua la lettura di Una breve fuga sul Grappa: le Meatte e il sentiero naturalistico

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Villa Contarini a Piazzola sul Brenta: un giardino all’inglese piacevolissimo

Una della ville venete più grandi, se non la più grande! Ma pochi lo sanno (neanche noi!). E se vi dicessi che dietro la villa si apre uno stupendo parco all’inglese di 50 ettari con un lago artificiale di 5 ettari? E’ Villa Contarini a Piazzola sul Brenta!

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