Tutti gli articoli di Giorgio M.

Ingegnere, amante della natura e suo frequentatore, da sempre, in molte declinazioni, membro del Club Alpino Italiano, preferisce la montagna ma è curioso di conoscere e scoprire altri ambienti. Ama le altezze, i boschi, i luoghi selvaggi e solitari e gli piacciono i viaggi alla scoperta di cose nuove. Senza la pretesa di essere un esperto, ha aperto questo sito per consigliare e invogliare i più pigri verso le rughe più belle e più nascoste della terra, spesso a due passi da casa. Dettagli attività.

Ricostruiamo Arte Sella

Mentre scrivevamo l’ultimo articolo siamo stati investiti anche noi dalla desolazione dell’ondata di maltempo. Per un po’non abbiamo saputo bene cosa scrivere, e tra le polemiche sull’utilizzo del legname caduto e il ripristino dei sentieri, abbiamo deciso di stare in disparte. Sicuramente i danni sono stati ingenti e le iniziative di aiuto al momento sono veramente molte. Non ce ne voglia qualcuno se decidiamo di ricordare un piccolo progetto, ancora poco conosciuto tra i montanari: Arte Sella.

Arte Sella: perché questo e non un altro?

Perchè molto vicina agli amici che camminano con noi da anni sotto molti aspetti. Perché coniuga diverse anime, nessuna specialistica, ma tutte con l’idea del bello all’interno: la montagna, la natura e l’arte. Perché è un bel bosco con l’arte dentro o una bella esposizione d’arte “naturale” in una location d’eccezione, a seconda di quale siano gli occhi di chi vi si accosta.

Noi ci siamo stati un po’di tempo fa, ma ora, dopo i fenomeni meteo, l’idea di devastazione è stata molto forte. E’ vero, siamo solo una goccina nel mare, ma è pur vero che un progetto come questo non è un mare, ma solo un bicchiere. In altre parole una goccia nel mare ha un peso molto diverso di una goccia in un bicchiere.

Come fare

Semplice: vi lascio alla comunicazione ufficiale:

http://www.artesella.it/it/news/2018/aiutaci-a-sostenere-la-ricostruzione-di-arte-sella.html

Ferrata del Vallon: un attacco facile (ma non troppo) alle bastionate del Sella

Una ferrata dolomitica facile sulle pendici del Sella? Impossibile? Forse no!A leggere le relazioni sembra che una in particolare sia caldamente consigliata ai principianti, ma la ferrata poco frequentata del Vallon racchiude comunque qualche sorpresa che forse i puristi non hanno considerato.

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Festival Orme: ottimo inizio!

Un mesetto fa abbiamo fatto un giretto al Festival Orme, Fai della Paganella, in fase nascente, sul tema dei sentieri, della montagna, del cammino e della natura…è stata una esperienza molto positiva! Decisamente ben organizzato e con molti ospiti, anche importanti, come Neri Marcorè. Gratuitamente, che non fa mai male, noi abbiamo scelto il sentiero della musica:un bosco di musiche molto diverse, dalle fisarmoniche e il tango dell’Ensemble Victoria, al quartetto d’archi dei Cameristi dei Filarmonici di Trento, e finendo con un concerto di musica folk con Giorgio Gobbo e Ivan Tibolla…è stata una esperienza ottima e l’anno prossimo, da ripetere.

In ultima vorrei fare i complimenti per la scelta delle grafiche e delle illustrazioni, opera di una illustratrice di cui ho riconosciuto subito il tratto, intuisco per certo anche lei amante della natura e dei boschi, Maria Marega. Il segno che in un evento gratuito queste hanno giocato il loro gioco: abbiamo comprato tutti la maglietta!

 

Speciale: Costa della morte (Galizia), un nome cupo per la fine del mondo

ll nome un po’spaventa, ma la Costa della Morte in Galizia (Spagna) racchiude spiagge e scogliere incantevoli. Snobbata dai camminatori di Santiago, e snobbata dai turisti del mare, resta una costa autentica con cogliere imponenti, fari ed erica. La parte più complicata? Arrivarci! Noi abbiamo prenotato hotel e auto tutto in una notte all’ultimo momento, alla fine ne è venuta fuori una vacanza avventurosa ma non troppo.

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Come i Kaiserjaeger sul Lagazuoi

Teatro di guerra e di gesti immani durante le guerre, oggi paradiso per chi si avvicina alla roccia. Dalla bellezza delle pareti del sole al mondo più viscerale della dolomia dentro nel buio assoluto del suo ventre. Abbiamo percorso il sentiero attrezzato dei Kaiserjaeger, salendo fino alla cima Lagazuoi e scendendo per le famose gallerie. La salita da grandi soddisfazioni anche a chi magari non ha mai provato prima, con il suo ponte sospeso, ma tranquilli: non traballa!

Sono solo due i punti un pizzico critici: una salita in cui bisogna aiutarsi con le mani e il ponte. Nel nostro caso anche gli attraversamenti di neve mi davano un po’di inquietudine.

Durante tutta la salita sono evidenti i segni di trincee e di guerre ormai lontane nel tempo, ci si arrampica caparbiamente lungo la parete sud del Lagazuoi, su sentiero che accarezza le ultime nevi, sempre su situazioni sicure, anche se richiedono passo fermo, prudenza, testa e l’attrezzatura classica. E poi ad un certo punto si sbuca quasi di colpo su una sella decisamente ventosa…e lo sguardo è veramente immenso sulla catena dello Scotoni!

Si segue l'”autostrada” fino alla cima del Lagazuoi e poi al rifugio.

Ci fermiamo a scattare la classica foto di rito sulla cima e vengono fuori anche bandiere che incitano alla liberazione di Nozza (BS), segnale che siamo sempre a supporto delle minoranze (?). Oppure dei cazzari. Una delle due.

Veloci fino al rifugio, e, davanti al birrozzo, è il momento del nostro sponsor: Bar Il Gottino, il bar che ti perseguita dove gli altri non arrivano!

E poi arriva il momento del buio. Il buio più pesante e silenzioso di una galleria che possiate mai provare. Si apre la porta, si entra, la porta si chiude sbattendo e si cala nell’oscurità , profondi, nella montagna.

Accendiamo le frontali e “TAC!” salta via la frontale di Giorgia dal casco, cade per terra e non si riaccende più. Ecco come una cavolata può diventare un problema. Tiro fuori una frontale di emergenza.Non pensavo che l’avrei mai usata e invece…50 lumen sono pochi ma almeno non sono niente!Meno male che la batteria dura 10 anni!