Archivi categoria: Escursioni

Strada delle 52 gallerie

Itinerario straconosciuto e di sicuro gusto a inizio e fine stagione estiva su monte Pasubio, è la porta per le ascensioni in generale e permette a tutti di sentirsi un piccolo Messner, con una vista che spazia sulla pianura padana.

Il percorso, come dice il nome, ha di buono che è costellato di 52 gallerie (estremamente refrigeranti), ma ha di cattivo che è estremamente caldo ed un pochino esposto nell’ultimo tratto, quindi… occhio ai bambini!

Lo abbiamo percorso ormai la scorsa stagione, ma abbiamo tenuto nella manica l’articolo per tempi migliori…no, non è vero, semplicemente non abbiamo fatto in tempo ad imbastirne uno credibile!

Di relazioni è pieno il web, e noi non daremo sicuramente un valore aggiunto, ma vi diamo solo alcuni consigli e spunti:

  • portatevi una torcia, meglio se frontale. Ho avuto il personale erotico piacere di trovarmi con la torcia scarica nella galleria elicoidale…ne sono uscito solo perché ho palpeggiato il muro fino all’uscita e con un po’di fortuna…
  • se avete un caschetto, è meglio
  • partite presto e con molta acqua
  • verso la fine: non mollate!
  • da evitare assolutamente alle prime nevi e in periodo invernale (il rientro per la strada degli scarrubbi ha mietuto più vittime per valanga durante la guerra che per pallottole)

Non tutti sanno che, per la cresta che viene traforata dalla strada delle 52 gallerie si può raggiungere rifugio Papa con la ferrata Falcipieri.

Distanza totale: 21.64 km
Totale salita: 1577 m
Totale discesa: -2142 m
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Speciale Scotland: tra fantasmi, scogliere, highland e whiskey

E cosi le foto alla fine le abbiamo quasi tutte riordinate…e ne abbiamo scelte alcune da portare qui, a corredo di un viaggio che rimarrà a lungo a ronzarci in testa.
Insomma il viaggio che non si poteva fare, perchè il tempo e perchè i soldi e perchè perchè perchè…alla fine lo abbiamo fatto!
Ed e stata una figata!

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Monte Subasio: Assisi per i solitari

Quando si va ad Assisi non ci si pensa mai.

Ma Assisi, e San Francesco, avevano un rapporto intimo con la natura di quel luogo, natura che in parte è ancora presente, uscendo dal grande carrozzone della Basilica e dei tour turistici. Noi ci siamo avventurati sul Monte Subasio, dove ha collocazione l’eremo di San Francesco, tappa obbligata prima di salire lungo la strada sterrata, e in parte accidentata, che ci porta in cima.

La verità è che quando vedo una altura non riesco a non salirci! Arriviamo in macchina al parcheggio degli Stazi e poi…è più forte di me, anche se fuori forma, attraverso il grande prato, la vallecola e risalgo veloce sul colle San Rufino.

Che vista a 360°!

Solo un signore sulla cima, che mi guarda come se fosse l’Annapurna.

“Ciao Amico!” “Ciao, buongiorno e buona pasqua!” “Se vuoi ho un goccio d’acqua!” “No grazie!”

Forse per lui quella è la sua Annapurna. In fin dei conti ognuno ne ha una fatta a sua misura.

Saluto veloce lui e il cane, e ridiscendo rapido. Dalla macchina mi dicono che hanno visto un puntino blu salire e scendere. Ho ancora gamba..

A spasso nel bosco di s. Francesco!

Il bosco di San Francesco è una perla di Assisi che vale la pena di vedere. Una facile escursione, in un posto salvaguardato dal FAI, che inizia proprio da un piccolo portone a lato della basilica superiore. Si paga un piccolo obolo, ma per una buona causa.

Si scende su un versante della collina su cui si erge Assisi, per vedere la città da un lato un pizzico più selvaggio, muovendosi comunque su un bel sottobosco. Arrivati in fondo, in corrispondenza di un piccolo fiumiciattolo, e vi consigliamo di non scoraggiarvi per la discesa fatta, ma di addentrarvi seguendo il greto e le indicazioni, scoprirete una passeggiata estremamente piacevole, un po’meno frequentata e soprattutto una gran sosta al ritorno all’Osteria del Mulino.

La camminata è assolutamente alla portata di tutti, non sempre si ha voglia di scarpinare su per le Dolomiti!

Ferrata Guzzella: quando il Grappa ci irride per la seconda volta

Mesi di inattività. E dove andiamo con poca macchina e abbastanza dislivello per poter cominciare un allenamento serio? Sul Grappa a fare la ferrata Guzzella!

La mattina parte tranquilla, sveglia tarda, sole, caldo, praticamente primavera. Rivedo Zamba dopo un po’di tempo.
L’ultima ferrata della stagione scorsa l’ha fatta con me. Attenzione a questo particolare.
L’avvicinamento alla Guzzella parte da San liberale, alle pendici del Grappa, ed è simile a quello della ferrata Sass Brusai: un fastidio che parte subito violento.
Dopo un traverso abbastanza in quota nel bosco,dove siamo soli, ad un certo punto, la svolta in mezzo alle foglie secche: va su dritta, dritta per le curve di livello.
Conto a naso 400 mt di dislivello in un ora fino ad adesso, ma adesso? mancano 200 mt in teoria all’attacco…e poi lo vediamo…è li quel ca**o di cartello del cavolo, li in cima.
Zamba mi guarda e mi dice “ma è quello li?”. Si, entrambi ci rendiamo conto che è quello li il cartello.
Si “rumega” nel sottobosco fino al cartello, che a pochi metri conduce all’attacco. Ci sediamo su alcune rocce e tiriamo fuori l’imbrago.

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