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Monte Summano: 360° primaverili

L’idea del Monte Summano era venuta a Giorgia da qualche chiacchiera con i suoi colleghi e soprattutto ascoltando il disco Sulla testa dell’elefante, che qui ha avuto genesi.  Un monte abbastanza snobbato solitamente, perché a sud, perché non tanto alto, perché poco alpino forse…eppure è l’ultima propaggine della dolomia!

Per noi che abitiamo a Padova aveva molti punti a favore in quel weekend: vicino= dormiamo ore in più; vicino= colazione con calma; 500m di dislivello= dislivello onorevole; poco frequentato= tranquillità; 7 km= ottimo per riprendere fisico; basso= basta neve. E riprendendo lo slogan di una nota pubblicità: dove c’è dolomia, si sa, che per noi c’è casa!

Dove c’è dolomia, c’è casa.

Già la strada per arrivare è un pizzico avventurosa, con una parte sterrata, ma non tale da avere bisogno di fuoristrada. Stupenda e già piena di fiori.

Abbiamo percorso il sentiero delle creste parcheggiando al Colletto Grande di Velo, rientrando per la strada carrabile. Continua la lettura di Monte Summano: 360° primaverili

Giorgio M.
Ingegnere, amante della natura e suo frequentatore, da sempre, in molte declinazioni, membro del Club Alpino Italiano, preferisce la montagna ma è curioso di conoscere e scoprire altri ambienti. Ama le altezze, i boschi, i luoghi selvaggi e solitari e gli piacciono i viaggi alla scoperta di cose nuove. Senza la pretesa di essere un esperto, ha aperto questo sito per consigliare e invogliare i più pigri verso le rughe più belle e più nascoste della terra, spesso a due passi da casa. Dettagli attività.

Giro delle creste (Colli Euganei)

Il “Giro delle creste”, sui Colli Euganei, è un giro che ho trovato la prima volta su una guida di Aldo Pettenella, regalatami un po’di tempo fa. Ricordo che ci ho messo un po’di tempo a completarlo tutto la prima volta, a causa del noto problema di orientamento dei Colli, dove i sentieri spariscono e, fino a pochi anni fa, non erano proprio segnati. E’ un giro ad anello di livello EE non segnato che  si articola percorrendo varie creste tra Teolo e Castelnuovo, non è lungo, e forse la cosa migliore è che offre dei panorami a strapiombo sulla campagna veneta sia verso il lato sud che verso il nord, arrivando in cima a Rocca Pendice.

E’ il mio giro di allenamento, perché in un’ora mi fa percorrere circa 400 m di dislivello in 5 km, ma soprattutto ha dei tratti dove allenare l’equilibrio afferrandosi a piante e rocce. E poi mi permette di stare in solitudine e guardare lontano. I recenti problemi familiari che hanno investito le vite di Giorgia e mia, hanno decisamente scombinato la “pace armata con i miei demoni“, e avevo bisogno di sfogarmi. Il confronto con i 160/180 m di parete verticale a pochi centimetri da me, mi lanciava segnali molto seducenti, un po’ come il blu delle profondità marine lancia il segnale anestetico al cervello del subacqueo di abbandonarsi e di non combatterlo, di lasciarsi cadere. Ho avuto paura di questa fatale sensazione e non sono salito fino ai ruderi della Speronella.

 

 

Distanza totale: 5.07 km
Totale salita: 340 m
Totale discesa: -346 m
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Giorgio M.
Ingegnere, amante della natura e suo frequentatore, da sempre, in molte declinazioni, membro del Club Alpino Italiano, preferisce la montagna ma è curioso di conoscere e scoprire altri ambienti. Ama le altezze, i boschi, i luoghi selvaggi e solitari e gli piacciono i viaggi alla scoperta di cose nuove. Senza la pretesa di essere un esperto, ha aperto questo sito per consigliare e invogliare i più pigri verso le rughe più belle e più nascoste della terra, spesso a due passi da casa. Dettagli attività.

Sentiero atestino ad Arquà Petrarca (con ritirata strategica)

Il sentiero atestino parte dal centro di Arquà Petrarca e fa un lungo giro nei dintorni del monte Ventolone, con bellissimi panorami sulla pianura veneta e gli altri colli. Recentemente è stato risistemato curando i segnali da parte del CAI di Padova di Este (grazie a Paolo che ci ha segnalato il refuso), e finalmente ci si perde poco! Abbiamo fatto il giro in primavera tarda, e a metà si è reso necessario un grande taglione dritto verso Arquà a ripararci al Bar Ventolone da un acquazzone pauroso. Devo dire che il piatto di affettati tanto per ingannare l’attesa non era niente male!

Come al solito grazie a chi ci fa scoprire questi posti!

 

Relazioni

http://www.parcocollieuganei.com/index.php/it/ambiente-e-territorio/2012-01-19-22-29-16/i-percorsi-ufficiali/29-servizi/sentieri-e-mappe/135

http://www.collieuganei.it/sentieri/sentiero-atestino/

 

Giorgio M.
Ingegnere, amante della natura e suo frequentatore, da sempre, in molte declinazioni, membro del Club Alpino Italiano, preferisce la montagna ma è curioso di conoscere e scoprire altri ambienti. Ama le altezze, i boschi, i luoghi selvaggi e solitari e gli piacciono i viaggi alla scoperta di cose nuove. Senza la pretesa di essere un esperto, ha aperto questo sito per consigliare e invogliare i più pigri verso le rughe più belle e più nascoste della terra, spesso a due passi da casa. Dettagli attività.

Monte Ceva dove la bussola punta sbagliato (Colli Euganei)

Una coppia di amici ci ha portato a scoprire uno degli angoli più belli e “strani” dei colli euganei: il Monte Ceva. Devo ringraziarli molto, perché ci ha lasciati veramente stupiti!

Tutto quello che tocchi punge

Prima di tutto la vegetazione di un tratto del percorso è tipicamente mediterranea, con fichi d’india, agavi e quasi tutto quello che si può toccare lungo una salita (di livello EE) nella migliore delle ipotesi punge, graffia o taglia. Lungo la salita non ho resistito: ho provato ad assaggiare i fichi d’india, non molto buoni, crescono troppo piccoli, forse non era il periodo giusto.

La bussola sbaglia

Altro fatto affascinante sulla cima, poco sotto, in corrispondenza di una spaccatura della roccia, il campo magnetico risulta alterato. Si può vedere bene con la bussola (che di norma va portata nell’equipaggiamento base dello zaino) che, avvicinandosi, segna una deviazione dal nord tra i 10 e i 20°!

Il castagneto dimenticato

Ultima cosa degna di nota, nell’ultimo tratto si passa vicino alle mura del complesso del castello del Catajo, e da un buco è possibile accedere alle rovine del monastero di S. Maria delle Croci e ad un ampia sommità della collina con i resti di un antico castagneto ormai abbandonato, ma molto affascinante.

Una bella e sorprendente passeggiata:

http://www.collieuganei.it/sentieri/sentiero-monte-ceva/

Distanza totale: 7.14 km
Totale salita: 380 m
Totale discesa: -385 m
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Monte Ceva

Giorgio M.
Ingegnere, amante della natura e suo frequentatore, da sempre, in molte declinazioni, membro del Club Alpino Italiano, preferisce la montagna ma è curioso di conoscere e scoprire altri ambienti. Ama le altezze, i boschi, i luoghi selvaggi e solitari e gli piacciono i viaggi alla scoperta di cose nuove. Senza la pretesa di essere un esperto, ha aperto questo sito per consigliare e invogliare i più pigri verso le rughe più belle e più nascoste della terra, spesso a due passi da casa. Dettagli attività.

Villa Draghi (Montegrotto): giro finito!

Avevamo già parlato di Villa Draghi e del suo giro, mal segnalato, durante il quale ci eravamo persi e avevamo scelto di tagliare giù per un crinale…bene, finalmente l’abbiamo completato!

Impensabile senza GPS rintracciare il percorso, un ottimo allenamento per l’ orientamento.

Distanza totale: 4.84 km
Totale salita: 225 m
Totale discesa: -229 m
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Giorgio M.
Ingegnere, amante della natura e suo frequentatore, da sempre, in molte declinazioni, membro del Club Alpino Italiano, preferisce la montagna ma è curioso di conoscere e scoprire altri ambienti. Ama le altezze, i boschi, i luoghi selvaggi e solitari e gli piacciono i viaggi alla scoperta di cose nuove. Senza la pretesa di essere un esperto, ha aperto questo sito per consigliare e invogliare i più pigri verso le rughe più belle e più nascoste della terra, spesso a due passi da casa. Dettagli attività.

Villa Draghi (Montegrotto): come perdersi in pochi metri

Amo Villa Draghi a Montegrotto. Ho proprio un rapporto molto personale e direi quasi intimo con questo luogo.  Ho molti ricordi legati al cuore in questo posto, è un posto che per me ha un senso. Da quando, a caso, mi sono accorto di un rudere segnalato sulla carta topografica (IGM perché non esistevano carte escursionistiche dei Colli Euganei ndr). Da quando era un rudere poco conosciuto e mal frequentato. Da quando era un rudere e andavo a  sdraiarmi sui suoi prati a sole.

La mattina inizia fiacca, con colazione al bar e la decisione di fare una breve passeggiata. Arrivati ai piedi del colle di Villa Draghi, vediamo al tabella dedicata al nordic walking: segnala un giro a noi non conosciuto di 5 km, con 400 m di dislivello…ottimo! Seguiamolo! Dopo 1 km le tracce di sentiero, in pieno stile Colli Euganei, si moltiplicano, si intersecano, si diramano…dove cavolo stiamo andando??

Intuisco che siamo fuori traccia, pur su sentiero ben evidente, che continua nel bosco e poi misteriosamente svanisce…potevamo tornare sui nostri passi, ma con i cellulari e Oruxmaps capiamo che sotto di noi c’è un sentiero che ci può far rientrare. L’ora è ancora buona, abbiamo scarponi e equipaggiamento sufficiente. Decido di scendere lungo il crinale, dove possibile, stando attenti a non arrivare sull’orlo di qualche scarpata troppo ripida. Per questo ci attrezziamo con un paio di bastoni e seguiamo evidenti tracce di trottatoi di cinghiali. Dopo una buona mezz’ora, ricca di dubbi, dai cespugli emerge finalmente il sentiero e tiriamo un (piccolo) sospiro.

Attraversiamo il parco e rientriamo all’auto. Il fascino della villa a cui passiamo accanto ci rapisce per qualche minuto mentre ci ricordiamo di quando eravamo piccoli.

Distanza totale: 2.61 km
Totale salita: 200 m
Totale discesa: -198 m
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Giorgio M.
Ingegnere, amante della natura e suo frequentatore, da sempre, in molte declinazioni, membro del Club Alpino Italiano, preferisce la montagna ma è curioso di conoscere e scoprire altri ambienti. Ama le altezze, i boschi, i luoghi selvaggi e solitari e gli piacciono i viaggi alla scoperta di cose nuove. Senza la pretesa di essere un esperto, ha aperto questo sito per consigliare e invogliare i più pigri verso le rughe più belle e più nascoste della terra, spesso a due passi da casa. Dettagli attività.

L’inizio del foliage: Pianezze di Valdobbiadene

L’autunno è alle porte e i primi freddi invogliano sempre meno ad uscire, ma allora perchè non andare al sole a scoprire i magnifici colori dei boschi di latifoglie?? Un giro sulle Prealpi trevigiane, dalle parti di Valdobbiadene, con il CAI di Padova mi ha fatto scoprire i primi colori del cosiddetto foliage, che soprattutto negli Stati Uniti (ad esempio in New England), è molto seguito e che anche da noi andrebbe rivalutato.

Come al solito, un grande grazie per la stupenda giornata di sole.

Distanza totale: 14.23 km
Totale salita: 856 m
Totale discesa: -745 m
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Giorgio M.
Ingegnere, amante della natura e suo frequentatore, da sempre, in molte declinazioni, membro del Club Alpino Italiano, preferisce la montagna ma è curioso di conoscere e scoprire altri ambienti. Ama le altezze, i boschi, i luoghi selvaggi e solitari e gli piacciono i viaggi alla scoperta di cose nuove. Senza la pretesa di essere un esperto, ha aperto questo sito per consigliare e invogliare i più pigri verso le rughe più belle e più nascoste della terra, spesso a due passi da casa. Dettagli attività.