Rete Radio Montana

Qualche anno fa giravo in montagna e collina spesso da solo e ancora più spesso in zone non coperte da rete telefonica. Era un aspetto che tutto sommato incrementava il fascino dell’escursione.

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Ad un certo punto, fortunatamente, ho cominciato a pormi il dubbio della sicurezza in queste condizioni e mi sono imbattuto nel progetto della Rete Radio Montana. Un progetto che cerca di colmare il grande vuoto normativo delle frequenze di emergenza radio in condizioni “terrestri”, che attualmente non sono previste, a differenza di quelle in mare, dove sono addirittura obbligatorie.

Cos’è

La Rete Radio Montana è un progetto nazionale che mira ad incrementare la sicurezza in montagna per mezzo delle comunicazioni radio. Attualmente il sistema si fonda sull’utilizzo di una frequenza radio di libero uso in banda PMR-446 (UHF), (previo pagamento annuale di concessione di 12 EUR) unificata a livello nazionale, impiegata per l’interscambio di informazioni di sicurezza tra più persone durante le attivà outdoor. La potenzialità della rete è direttamente proporzionale al numero di utenti attivi contemporaneamente in un’area geograficamente ristretta. Come descritto dettagliatamente nel loro sito, la RRM non è un’alternativa alle classiche modalità di allertamento degli organi preposti al soccorso in montagna, bensì è un “di più” per la prevenzione degli incidenti in montagna o in zone boschive, ed eventualmente potrebbe mostrarsi un supporto utile in caso di emergenza nelle fasi di ricerca e successivo soccorso, per avere un collegamento diretto tra l’infortunato e i soccorritori precedentemente allertati.

Va detto che il progetto ha una finalità ottima, ma per il tipo di soluzione tecnologica adottata, è subordinato alla presenza quanto più capillare sul territorio degli utenti con la radio accesa. Questo forse è l’unico vero neo del sistema.

Alcune domande secche

Con l’intento, da ex utilizzatore, di dare visibilità al progetto, Nellanatura.it ha fatto due domande ai creatori e responsabili del progetto per capire cos’è, come può essere utile e come invece no. Gentilissimi, ci hanno già risposto, che ci manderanno le loro riposte, e noi le aspettiamo volentieri. Nel frattempo conoscetelo meglio: http://www.reteradiomontana.it/

Villa Contarini a Piazzola sul Brenta: un giardino all’inglese piacevolissimo

Una della ville venete più grandi, se non la più grande! Ma pochi lo sanno (neanche noi!). E se vi dicessi che dietro la villa si apre uno stupendo parco all’inglese di 50 ettari con un lago artificiale di 5 ettari? E’ Villa Contarini a Piazzola sul Brenta!

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Outdooractive: un aiuto fondamentale dalle mappe invernali

Naufragando nella rete, in una mattinata in cui cercavo di placare la mia sete di montagna, ho trovato un tool che ho trovato abbastanza intelligente e utile. Sto parlando delle mappe fornite dal sito Outdooractive.com, in particolare di quelle invernali.

Queste mappe invernali, oltre a informazioni utili come curve di livello etc. e le piste da sci, hanno una caratteristica che è davvero interessante: visualizzano le pendenze con colori crescenti dal bianco all’arancione scuro.

Questo, in particolare in per scialpinisti e ciaspolatori, è davvero molto importante e fondamentale per la sicurezza, soprattutto se abbinato ad un metodo della valutazione del rischio a priori, in particolare se si usa il metodo 3×3 di Werner Munter.

Questo ultimo metodo, come abbiamo dimostrato qui, può essere, se correttamente applicato, veramente ottimo per la previsione del rischio.

Vale la pena di sfruttare anche questa possibilità, no?

Buone sciate!

 

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