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Cima Mandriolo da rifugio Larici: sempre alla ricerca della neve

Rifugio Larici…10 di mattina… -8 °C o giù di li…Freddo cane!! Me lo aveva detto Ricky il giorno prima, ma non pensavo così freddo!

Caffettino veloce e via su per l’assolato (per fortuna) versante che confina con la Valsugana e che sale, moderatamente, verso cima Mandriolo. Per fortuna siamo nel versante al sole e sottovento, fa freddo, ma muovendosi non ci si accorge più di tanto. Si incontra parecchio ghiaccio e neve molto dura, due ramponcini da escursionismo sarebbero stati l’ideale, ma camminando a bordo sentiero ce la si fa tranquillamente. La passeggiata è molto molto gradevole, l’unico strappo, breve, a metà in mezzo ad un bosco. La vista in cima è superba! L’aria gelata e tersa permette di vedere veramente lontano, verso sud qualcuno dice che sono gli inizi degli Appennini. Io sono scettico ma ammetto che non so cosa possano essere in quella direzione.

Vista la poca neve e la durezza della crosta optiamo per una via di discesa diversa che scende per il pendio, decisamente divertente ed in discesa, dritti verso i bigoli con lepre del Rifugio Larici!

Thanks to Ricky and Lisa for the organization, to all the participants to the hike, and for the lessons of “mountain english”!

 

Distanza totale: 8.14 km
Totale salita: 535 m
Totale discesa: -564 m
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Alla ricerca della neve: Rio Scaleres Schalders (Bressanone)

In questo Natale senza molta neve svegliarsi con il manto bianco che ricopre ancora tutto è stato emozionante. E così si va alla ricerca della neve più fonda in una delle valle laterali dell’Isarco: la valle di Scaleres.

Giretto molto tranquillo senza impegno, in una valle bella e abbastanza selvaggia, con molte foreste, sicuramente fredda ed in ombra e che meriterà qualche altra escursione in futuro. L’unico paese della valle è appunto Scaleres (Schalders) ed il Rio Scaleres, che scorre sul fondo della valle ha una qualità delle acque eccellente.

Sotto la neve il ghiaccio del fiume è stato particolarmente infido e ci ha costretto a qualche tratto a quattro zampe (ma le foto impietose non ve le mostriamo!).

Distanza totale: 7.75 km
Totale salita: 399 m
Totale discesa: -508 m
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Malga Boscosecco, un veloce “Into the wild” sull’Altipiano

Andare in montagna partendo da Padova è sempre un dramma con la sveglia. Avevamo bisogno di dormire la settimana scorsa, ma la voglia di fare un giro  per scrollarsi un po di stress era troppa…aspetta aspetta…mi è venuta una idea! Così abbiamo fatto un giretto molto breve ma molto bello per pranzo, senza incontrare nessuno per circa 2 ore, nella zona a nord di Gallio, vicino a Campomulo. Lo ammetto: anche per testare su sterrato la macchina nuova!

In questo periodo la sensazione di calma, con il sole, è stata veramente fantastica. Ci voleva. Neve praticamente non ce n’è ancora. Abbiamo mangiato in un ampia radura, con tanto di tavolo per due, ed è stato un grande pranzo! Dopodichè, veloce rientro  a casa: lo avevo detto che eravamo pigri!

La zona è molto bella, anche se pone alcuni problemi di orientamento, come ci hanno confermato due signori con qui abbiamo fatto due parole, che il giorno prima si erano trovati persi all’imbrunire, senza carta del posto (a detta loro al Rif. Campomulo non avevano cartine geografiche). Attenzione anche agli ordigni bellici inesplosi in zona, ci hanno informato di un incidente  (non confermato ndr) molto grave di due ragazzi intenti a recuperare una cassa che sembrava di munizioni, in realtà rivelatasi di gelatina esplosiva (anche dopo 50 anni ancora attiva). Noi stessi abbiamo trovato un filtro di una maschera antigas.

 

 

Distanza totale: 5.32 km
Totale salita: 187 m
Totale discesa: -190 m
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