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Torti e ritorti sul Garda: il sentiero dei contrabbandieri

Che il sentiero alpinistico Torti sul lago di Garda, fosse in origine un sentiero di contrabbandieri è una fantasia. La verità è che è il cosiddetto “tracciolino”: una via di studio per una nuova strada. E’ un sentiero bellissimo e alpinistico, facile per carità, ma con tutte le difficoltà che questo comporta: esposizione, passaggi stretti, assicurazione da fare a corda, materiale da portarsi dietro, etc..

Grazie ad altri che mi han portato tipo peso morto con loro (io non credo che avrei avuto le capacità), è stata una esperienza interessante con vista sensazionale del lago di Garda. (Grazie ancora grazie)

I punti di eventuale crisi sono secondo me essenzialmente quattro:

  • un passaggio in spaccata (se si spacca tanto ma tanto) oppure ci si appende con un rinvio;
  • un passaggio in arrampicata, con staffa metallica di aiuto, utile vincere la paura e non appendersi con un rinvio al cavo metallico, usare solo i moschettoni della longe, pena entrare in difficoltà nel momento in cui è necessario passare i moschettoni del set;
  • una malefica scaletta bastarda semovente (non metterò il video della mia perdita di dignità, mi vergogno troppo);
  • dulcis in fundo la risalita a Pregasina su un sentiero EE(sticazzi) che risale tutte le linee di livello tagliandole per la massima pendenza. Utile attaccarsi con i denti!

Se volete cliccando qui una relazione tedesca, ben fatta.

 

Distanza totale: 5.51 km
Totale salita: 605 m
Totale discesa: -603 m
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Ferrata Che Guevara: quando l’aggettivo “lunga” non rende

La ferrata Che Guevara risale l’imponente parete del Monte Casale. La caratteristica principale? E’ veramente, ma veramente, eterna!

Non vi annoierò con la relazione, che potete trovare qui, ma un aggettivo lo voglio usare: eterna! La ferrata in sè non è difficile, ha solo un piccolo strappo iniziale che merita un pizzico di attenzione, e qualche passaggio non assicurato di II grado ma sempre abbastanza protetto. La vera difficoltà è la lunghezza e la vera remunerazione non è, come nelle ferrate dolomitiche, il paesaggio durante la salita, quanto la vista della gigantesca parete del Monte Ceva all’inizio e il sorprendente prato sulla cima alla fine. La cava sotto le pendici del monte è quanto di più impattante si possa concepire affianco alla visuale del Castello di Toblino appollaiato in mezzo al suo lago.

Dopo aver lasciato la lingua a strascico lungo gli ultimi due tratti di cavo, arrivare sul prato sembra di essere arrivati in paradiso…la radler al Rifugio Capanna Don Zio non è da meno!

Grazie ai miei compagni di salita, mi raccomando: fate buon viaggio!

Distanza totale: 4.24 km
Totale salita: 1402 m
Totale discesa: -56 m
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