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Rifugio Mulaz dalla Val Venegia: inizia tranquilla ma ti spacca dopo

L’avevamo schivato già due volte. Entrambe per maltempo. E poi mi dicono “potremmo andare al Mulaz”. Potevamo dire di no?? Manco morti! Partenza ad orario antidiluviano da Padova, ma giornata con meteo ottimo! La Val Venegia ci accoglie veramente bellissima di primo mattino e i primi 4 Km vanno via lisci praticamente in piano su bellissimi prati.

E poi no.

Nel senso che i 900 circa metri di dislivello sono piazzati tutti nei successivi 3 Km. Una “tirata” verso l’alto tutta sotto il sole.

La coppia di amici che ci ha proposto il giro, ci comincia a staccare. Quando vedo Co’ un paio di tornanti sopra sono veramente contento, ci ho provato almeno un trilione di volte a portarlo in montagna! Se parte a fuso così, vuol dire che è fattibile praticamente tutto per lui, e per me è veramente un momento di contentezza.

Poi raccolgo un polmone da terra e mi fermo, Giorgia va in difficoltà (e non è l’unica vicino a noi). Fa niente, siamo attrezzati a bivaccare, mando gli altri avanti e ci vedremo solo dopo al rifugio. Da qui in poi procederemo molto lentamente, il caldo, la colazione non proprio buona e la mancanza di sonno ci bloccano ogni 20 m di salita circa. Ad un certo punto comincio a chiedermi se non sia il caso di scendere, ma ragionando conviene salire al rifugio ed eventualmente dormire lì se è proprio necessario. Il panorama è bello, incontriamo anche le stelle alpine e non rachitiche, ma belle grasse.

Sembra eterna questa salita, ma poi si scende..e si scende..200 m circa e arrivati all’ombra del tetto del rifugio Mulaz e la sua Apfelschoerle mi sembrano il paradiso in terra.

Credo che ognuno abbia una montagna nel cuore che appartiene solo a lui stesso, quelle di Chicca sono queste qui. Siamo felici di essere qui con loro, un piccolo sogno (mio) realizzato.

Pausa, foto di rito, panino acqua e soprattutto una fetta di  Lienzertorte! E poi il rientro, Giorgia sta molto meglio. Io sogno un albero con un po’di ombra e poi alla fine lo ottengo, un sacco di alberi con ombra refrigerante! E sono l’uomo più felice del mondo!

Distanza totale: 13.04 km
Totale salita: 950 m
Totale discesa: -928 m
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Ferrate del Velo e Porton – Pale di San Martino

Le due ferrate del Porton e del Velo  consentono un itinerario “aereo” attraverso l’altipiano delle Pale di San Martino, un paesaggio lunare in quota, facilmente accessibile dagli impianti di Colverde.

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Altopiano delle Pale con vista sul ghiacciaio della Fradusta

Non conoscevo bene la zona, e devo dire che mi ha colpito la differenza di colore con l’altipiano del Sella. Sì, di colore, complice anche la giornata plumbea, qui la roccia sembra grigia, rispetto al bianco accecante della dolomia e del quarzo. Un paesaggio maestoso, duro, assolutamente temibile. Lo si percepisce appena scesi dalla funivia: qui le “madonne” volano!

15-08-01-08-51-38_stitchEd effettivamente sono volate parecchio! In compagnia con “madonne incoronate”, “zii bubi”, diversi dei di religioni diverse e suini vari fino ad arrivare al grado imperativo di “madonna incoronatissima” da parte della nostra valutatrice ufficiale nella scala del Zio bubu.

Il sentiero fino all’attacco della prima ferrata non pone particolari problemi a chi è abituato alla montagna, salvo trovarsi in mezzo al maltempo. Continua la lettura di Ferrate del Velo e Porton – Pale di San Martino