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Monte Ceva dove la bussola punta sbagliato (Colli Euganei)

Una coppia di amici ci ha portato a scoprire uno degli angoli più belli e “strani” dei colli euganei: il Monte Ceva. Devo ringraziarli molto, perché ci ha lasciati veramente stupiti!

Tutto quello che tocchi punge

Prima di tutto la vegetazione di un tratto del percorso è tipicamente mediterranea, con fichi d’india, agavi e quasi tutto quello che si può toccare lungo una salita (di livello EE) nella migliore delle ipotesi punge, graffia o taglia. Lungo la salita non ho resistito: ho provato ad assaggiare i fichi d’india, non molto buoni, crescono troppo piccoli, forse non era il periodo giusto.

La bussola sbaglia

Altro fatto affascinante sulla cima, poco sotto, in corrispondenza di una spaccatura della roccia, il campo magnetico risulta alterato. Si può vedere bene con la bussola (che di norma va portata nell’equipaggiamento base dello zaino) che, avvicinandosi, segna una deviazione dal nord tra i 10 e i 20°!

Il castagneto dimenticato

Ultima cosa degna di nota, nell’ultimo tratto si passa vicino alle mura del complesso del castello del Catajo, e da un buco è possibile accedere alle rovine del monastero di S. Maria delle Croci e ad un ampia sommità della collina con i resti di un antico castagneto ormai abbandonato, ma molto affascinante.

Una bella e sorprendente passeggiata:

http://www.collieuganei.it/sentieri/sentiero-monte-ceva/

Distanza totale: 7.14 km
Totale salita: 380 m
Totale discesa: -385 m
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Monte Ceva

Nello zaino: 14 cose da non dimenticare mai

Si trovano diverse liste in internet e nei libri specializzati che dicono cosa mettere nello zaino, ma poche spiegano il perchè e ne illustrano una scala di priorità. Senza scendere nel dettaglio di tutte le cose da mettere nello zaino per una escursione all’aria aperta, vediamo una lista di cose che per sicurezza non dovrebbero mai mancare. La lista segue in parte quella presentata nel libro Mountaineering: The Freedom of the Hills e ripresa anche dal sito http://hubpages.com/hub/The-10-Outdoor-Essentials e mi trova molto d’accordo, con qualche elemento in più. Ho voluto seguire un personale ordine di “abbandonabilità”: l’ultimo della lista è il più abbandonabile, il primo quello più necessario in ogni caso.

elenco_oggetti_zaino

I primi 4 della lista non devono mai mancare secondo me (e secondo tanti altri). E anche se l’abbandono dello zaino è da considerare un gesto estremo, proprio quando si è arrivati stremati e alla frutta, i seguenti non bisogna abbandonarli, hanno un peso ridotto e basta infilarseli in tasca:

  • coltello

utile per creare altri utensili, tagliare corde e vestiti se serve, accendere il fuoco e, non dimentichiamolo, tagliare pane e salame (l’alimento meno consigliato ma più gratificante della wilderness!). Il coltello, magari chiudibile, è uno strumento che non deve mancare proprio mai.

  • bussola

la bussola non serve a niente senza una mappa, ma averla consente, ricordandosi più o meno la geografia del luogo, di procedere quasi diritti nella direzione ricordata.

  • fischietto

per segnalare una emergenza, ma anche per rispondere ad una richiesta! (ricordiamo: 6 segnali al minuto (1 ogni 10 sec.) seguiti da una pausa di 1 minuto, poi ripetere la segnalazione fino al segnale di ricezione; per rispondere ad una segnalazione di soccorso utilizzare 3 segnali al minuto (1 ogni 20 sec.) seguiti da una pausa di 1 minuto, poi ripetere la segnalazione )

  • acciarino/esca per il fuoco

avere un acciarino, come per esempio questo, e magari anche un esca asciutta per accendere il fuoco, in caso di problemi può veramente fare la differenza. E’ difficile da usare, ma funziona con ogni tempo meteo. Meglio avere anche un accendino, e fare qualche prova ad accendere un fuoco. Mauro Corona raccontava che alcune persone, pur avendo da accendere in un bosco, siano morte di ipotermia.  Accendere un fuoco con clima rigido o con legna bagnata, i casi in cui può servire di più di fatto, non è affatto semplice. E se non lo si è mai fatto può essere dura anche in clima asciutto.

Tutti gli altri oggetti sono importanti ma senza i primi quattro in caso di problematiche la probabilità di sopravvivenza cala drasticamente.

  • mappa
  • cibo extra e acqua
  • telo termico di emergenza

costa pochi euro, portiamocelo dietro

  • kit sanitario di emergenza
  • fiammiferi/accendino
  • vestiti extra/abbigliamento da pioggia
  • lampada frontale
  • protezione solare/occhiali da sole
  • sacco dell’immondizia

utili soprattutto per impermeabilizzare le cose, poco peso, poco costo

  • nastro americano

Spendo due parole sul nastro telato americano. Questo è un elemento veramente utile agli utilizzi più “artistici” e severi. Ad esempio: riparare una tenda, una falla in un borraccia, lo spallaccio di uno zaino, una attacco di uno sci nello scialpinismo, uno scarpone o una suola, addirittura per bloccare una emorraggia alla peggio.

 

 

 

CAI Corso E2: Prova di orientamento a passo Vezzena

Una giornata in mezzo ai prati e boschi con bussola e cartina alla mano nella zona di passo Vezzena (Asiago, VI) ti fa comprendere molte cose.. la prima fra tutte che un banale ago magnetico può fare molto! Anche sbagliare malga!

Peccato per il tempo che poteva essere peggiore, ma in realtà un po’di sole ci avrebbe fatto apprezzare di più un posto dove ci si muove tra prati aperti e boschi a sud del Pizzo di Levico. Un angolo un po’nascosto ma che merita una visita.

Lo scopo dell’uscita era l’esercizio nell’utilizzo della carte e soprattutto della bussola . Inutile dire che il divertimento nello sbagliare, perdersi e ritrovarsi è assoluto!

Vi allego il confronto tra lo schizzo di rotta (in verde) e il tracciato reale percorso del mio gruppo (in rosso).

2015-06-01_17-09-31

Distanza totale: 13.5 km
Totale salita: 439 m
Totale discesa: -421 m
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